Hermann Hesse è uno Scrittore con la S maiuscola a cui sono particolarmente legato: è stato grazie a lui, a Kafka, Hugo, Dostoevskij, Proust e pochi altri se mi sono innamorato della Grande Letteratura e ho iniziato a nutrire il desiderio di Scrivere.

Hermann Hesse è stato per tutta la vita un Uomo dedito alla Ricerca. Lo testimonia non solo la sua grande opera letteraria, per la quale ha ricevuto nel 1946 il Premio Nobel, ma anche il suo straordinario percorso di vita. Nato il 2 luglio 1877 a Calw (Germania) fu qui che crebbe. Importanti luoghi della sua vita furono Maulbronn, Tubinga e Basilea. Nel 1904 si trasferì in un vecchio rustico a Gaienhofen sul Lago di Costanza per dedicarsi alla sua opera letteraria. Nel 1911 fece un viaggio in India e poco dopo si trasferì in Svizzera, prima a Berna e nel 1919 al Montagnola (Ticino) dove cominciò il periodo artistico più fecondo e dove morì nel 1962. Il superamento di crisi personali è uno dei punti centrali nell’opera di Hesse, nella quale vengono però anche trattate la religione e la politica.

“Affinché si realizzi il possibile, si deve sempre tentare l’impossibile.” (Hermann Hesse)

Hermann Hesse è oggigiorno, accanto a Thomas Mann e Stefan Zweig, lo scrittore di lingua tedesca del XX secolo più letto nel mondo. I suoi libri sono stati tradotti in più di 60 lingue e ne sono stati distribuiti più di 150 milioni di esemplari in tutto il globo, dei quali appena un sesto riguarda le edizioni tedesche.

Questo poeta, nato nel 1877 a Calw in Svevia, era il discendente di missionari protestanti in India. Crebbe a Calw, così come a Basilea, Maulbronn e Tubinga e ha tramandato in numerosi racconti l’inconfondibile ambiente alemanno e cosmopolita delle sue origini.

I primi successi arrivarono con i suoi primi romanzi: “Peter Camenzind” e “Sotto la ruota”. Una risonanza ancora maggiore la ebbero le opere pubblicate dopo la Prima Guerra Mondiale, come “Demian”, “Siddhartha”, “Il lupo della steppa“, “Narciso e Boccadoro”, “Il pellegrinaggio in Oriente”, così come “Il gioco delle perle di vetro”, opera pedagogica scritta in tarda età e premiata con il premio Nobel nel 1946. Hesse è morto nel 1962 a Montagnola, sua patria d’elezione in Ticino.

Il poeta abbandonò la Germania militare dell’imperatore Wilhelm II già nel 1912, ma continuò a seguire e a combattere, con sempre crescente criticismo, la politica tedesca da Berna. Durante la Prima Guerra Mondiale fondò una centrale per il soccorso dei prigionieri di guerra, la “Berner Kriegsgefangenfürsorge-Zentrale“, e divenne dal 1933 al 1945 un punto di riferimento per numerosi emigrati. La diffusione internazionale delle sue opere, senza precedenti nella storia della letteratura tedesca, iniziò però solo due anni dopo la sua morte ed ebbe origine negli Stati Uniti nel periodo della guerra in Vietnam, nei quali Hesse era una figura identificativa per il movimento giovanile che si ribellava contro la guerra in corso. Richiamandosi al suo pacifismo si bruciarono i libretti di servizio militare e le cartoline di chiamata alle armi e si riuscì, riuniti nel movimento “Flower-Power” e al motto di “Make love, not war!”, a far abrogare, con il ritiro militare degli USA nel 1973, anche il generalizzato servizio di leva. I milioni di esemplari dei suoi libri diffusi tra la gioventù americana e la divulgazione del patrimonio di idee di genere orientale materializzato nelle sue opere fece in modo che, anche in molte altre nazioni, avesse luogo il Rinascimento di questo autore, che tuttora non ha avuto fine. Il superamento dell’eurocentrismo, lo stimolo a una vita autodeterminata in opposizione all’adattamento cieco all’autorità e le sue ricette ideologiche universali spiegano il perché Hesse continua ad attrarre le nuove generazioni. Al crescente disorientamento lui oppone un’immagine del mondo nella quale la tradizione e il moderno, l’etica e l’estetica si uniscono in un modo orientato al futuro.

Nel 2005 si è terminata la prima edizione integrale delle opere di questo grandioso autore, che comprende circa 14.000 pagine rilegate in 20 volumi e che, per la prima volta, contiene anche tutti i suoi scritti politici e i suoi consigli letterari pubblicati in quotidiani e riviste. In questo modo si è anche potuta creare la premessa per una nuovissima attività accademica su questo autore.

La sua abilità di scrittore sta tutta nell’indagine approfondita dell’animo umano, spesso esposta tramite la costruzione di personaggi dalle opposte visioni della vita a cui noi tutti possiamo ispirarci sentendoci ora più vicini all’una, ora all’altra il che ci induce a riflettere sulla complessità della nostra esistenza e sull’impossibilità di nutrire certezze assolute e dogmatiche. Nei suoi capolavori troviamo tracce del suo interesse per l’Esistenzialismo, per il Misticismo e lo Spiritualismo e non mancano riferimenti al Buddhismo e all’Induismo. Nella Categoria Letteratura dell’Oggi si possono leggere mie recensioni di taluni dei suoi Capolavori. (Daniele Bondi)